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A Chivasso una vigilessa alla “Gatto Silvestro”

Ora che si entra nella “Fase due” giusto raccontare come è andata nella “Fase uno”. La scena è questa. Sto correndo in un raggio di 200 metri da casa. La solerte vigilessa mi avvista anche senza un binocolo e mi corre dietro per 30 metri con il fare da “Gatto Silvestro” e i modi da polizia indiana. Ha il fiatone! Urla! “Si fermi! Si fermi! Venga con me e favorisca l’autocertificazione  e la carta d’identità…”. Urla ancora di più. “Dove andava? Dove abita? Perché corre? Adesso gliela faccio pagare!”. Inutile star lì a farle il segno con il dito. “Abito proprio lì”. E lei intrepida e imperterrita… “Lo vedremo… Controlleremo … Le faremo sapere… Anzi no le faccio la multa e poi farà ricorso! No! Prendo i dati e poi controllo… Questa fotocopia della carta d’identità la prendo io…!”.

“Guardi secondo me lei ha davvero bisogno di riposo. Tanto! Non poco! Qualche settimana. Il Coronavirus le sta facendo male…!”, ultime parole di un corridore “malato” di corsa, conciò ligio a tutti i Dpcm, sia quando indicavano il raggio di un kilometro da casa, sia quando di metri ne indicavano 200, a costo di sembrare il classico criceto chiuso in gabbia. “Continui pure a correre. Avrà perso il ritmo…!”. Mi prende pure per il sedere….

Al tempo del Covid “fase uno” la categoria più “autocertificata” d’Italia, dopo i surfisti e i subacquei manco a dirlo sono proprio stati loro: i corridori. Non quelli che facevano finta di correre con la tuta da ginnastica comprata dieci anni prima e rimasta intonsa nei cassetti. No! Proprio quelli che correvano sul serio, considerati peraltro anche stupidi per il solo fatto che lo facevano alla vista di tutti.

La vigilessa avrà poi effettivamente controllato con il metro le distanze? E chissà che faccia avrà fatto nello scoprire d’aver preso un granchio… Boh

Dai vigili ai carabinieri la reprimenda (sempre dentro il raggio di 200 metri quando i dpcm consentivano un km) è stata un pelino meno agguerrita comunque illuminante sul perché ci siano in circolazione tante barzellette su di loro. “Ma lei lo sa che la corsa favorisce la diffusone del virus?” Booooh? “Perchè non ha la mascherina?” Gia! “C’è un’ordinanza del sindaco che vieta la corsa!”. Eh no! Questa proprio no! Su questo, per fortuna, eravamo attrezzati. Da un punto di vista scientifico “no”, ma sulle ordinanze del sindaco sì. “Guardi, si sbaglia!”. E si sbagliava pure sulle controindicazioni Jogging/covid: non ce n’è traccia in tutta la letteratura scientifica.Alè

Morale? Guai a chi pensa che vigili, finanza e carabinieri abbiano prestato identica attenzione a tutte le categorie. Ai luoghi di residenza di chi stava in coda davanti al supermercato. A chi passeggiava in centro città passando da una coda all’altra dalle 9 alle 12,30 o a chi si sedeva sulle panchine. No! No lo hanno fatto. Meno male! Si fossero davvero impegnati avrebbero consegnato in mano alla Procura di Ivrea lavoro per i prossimi 100 anni.

Cronache da Chivasso …

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