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A 60 anni dalla scoperta del dna, la prima European Biotech week

Dal 30 settembre al 6 ottobre 2013 l’Europa celebra il 60° anniversario della scoperta della struttura del DNA con la prima edizione della European Biotech Week (EBW), una settimana ricca di iniziative rivolte al più ampio numero di attori e platee di diversa natura per raccontare le biotecnologie nei loro diversi settori di applicazione. La manifestazione, che coinvolge 12 nazioni europee rappresentate dalle rispettive associazioni nazionali impegnate nello sviluppo delle biotecnologie, prevede in Italia 35 iniziative tra dibattiti, laboratori artistici, spettacoli teatrali, tavole rotonde, laboratori: un ampio programma che ha ricevuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Del programma della European Biotech Week fa parte l’allestimento speciale dello spettacolo teatrale Il clone africano. La carta a rischio, che il Bioindustry Park Silvano Fumero, partner del progetto EBW, ospiterà nei propri spazi giovedì 3 ottobre, alle ore 18 (via Ribes 5, Colleretto Giacosa). L’ingresso è gratuito, con prenotazione allo 0125 561311. L’opera, che racconta l’avventura di un ingegnere genetico e del suo misterioso clone, “costruito” in un laboratorio dalla biotecnologia e in grado di digerire ogni forma di carta, è l’adattamento dell’omonimo romanzo dello scienziato e imprenditore farmaceutico Silvano Fumero. “Apriamo con piacere le porte del Bioindustry Park al pubblico e a tutti quanti vogliono lasciarsi coinvolgere in una riflessione stimolante sul ruolo della scienza nella società odierna, attraverso le suggestioni proposte da uno scienziato e imprenditore che con la sua attività e la sua visione ha tanto contribuito all’affermazione delle biotecnologie in Italia”, sottolinea inoltre il Presidente del Parco Riccardo Bor. “Il nostro augurio è di dare un contributo per aumentare la consapevolezza del pubblico e l’attenzione delle Istituzioni sull’impatto positivo che le biotecnologie hanno, e avranno sempre di più, su tutti gli aspetti della vita dell’uomo, in particolare, nel caso del Bioindustry Park, della salute.” La regia de Il clone africano, che era stato presentato in anteprima lo scorso maggio al Teatro Giacosa di Ivrea, è curata da Alice Fumero In scena Omar Ramero, Marco Panzanaro, Giuseppe Cigno e Giulia Brenna. “Il clone africano nasce dal desiderio di offrire ad un pubblico eterogeneo un’occasione per pensare ai risultati eccezionali a cui la scienza è arrivata nei secoli e per riflettere sul ruolo che la scienza deve rivestire oggi nella nostra esistenza”, spiega Alice Fumero, “ma soprattutto è un’avvincente storia dai risvolti inaspettati, un omaggio alla ricerca scientifica e un elogio alla curiosità e alla caparbietà dell’intelligenza umana.”

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