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Il Municipio di Venaria

VENARIA. Dimissioni post-datate

L’assessore Castagno si è dimesso, o meglio si dimetterà dopo l’approvazione del rendiconto finanziario 2018, con decorrenza non meglio precisata. Non è il primo caso di dimissioni post-datate in questa Amministrazione, già l’assessore Saja aveva annunciato in anticipo le proprie dimissioni per motivi personali (con il sospetto che vi fossero abbinate anche divergenze di natura politica).

Nel caso dell’assessore Castagno non vi sono motivi personali ma squisitamente politici: l’assessore e vice sindaco della città si dimette perché è già assessore e vice sindaco in un’altra città, almeno in pectore. L’annuncio l’ha dato direttamente il candidato sindaco pentastellato del comune di Rivoli: “Il dottor Angelo Castagno, economista, attuale vicesindaco e assessore al bilancio e alle partecipate del Comune di Venaria Reale sarà il nostro vicesindaco e assessore alle Finanze… Angelo è il primo tassello di una squadra di assessori d’eccellenza che presenteremo in queste settimane prima delle elezioni”.

L’assessore ha confermato: “E’ vero. L’ho già detto a Falcone che ha compreso la mia decisione. Non mi piace avere i piedi in due scarpe o pensare che Venaria sia una scelta di serie B rispetto alla mia Rivoli”.

Evidentemente fare l’amministratore nelle Reale fa curriculum, con buona pace del mantra grillino “basta con i politici di professione, basta con i professionisti della politica”. Oggi Venaria, domani Rivoli, dopodomani chissà, tra regionali, politiche ed europee sono già molti i grillini che hanno capito che “lavorare è molto peggio”. Per non parlare del senso di responsabilità nei confronti della città di Venaria, rispetto all’impegno preso, la cui scadenza è ormai prossima (fra un anno ci saranno le elezioni comunali).

Se fosse tutta qui la verità sarebbe davvero triste, non solo e non tanto per il Movimento 5 stelle, quanto perché la vicenda restituirebbe un’immagine dell’assessore Castagno come di un opportunista stile prima repubblica più che “uno che non vuol tenere il piede in due scarpe”: l’esperienza di Venaria è servita da vetrina, permettendo all’assessore di far vedere le proprie capacità (peraltro consapevole di avere scarsa concorrenza tra i colleghi). Del resto, lo avevamo già detto, con quale patos un amministratore extra cittadino può seguire i problemi di cui si occupa che lo riguardano solo in maniera tangenziale:  la ex- Quadrupedi, i campi don Mosso, Fondazione Via Maestra, etc… Tanto poi si ritorna, come ha dichiarato, nella “sua” Rivoli, dove nel caso, sarà un amministratore con un diverso e più diretto coinvolgimento nelle questioni di cui dovrà occuparsi, come il “fare politica” richiede: occuparsi della propria comunità, non fare l’assessore “a contratto” (detto in altro modo, non vi sono ragioni politiche valide per cui, ad esempio, io possa fare l’amministratore in una città diversa dalla mia).

Per questo motivo, speriamo che ancora una volta la verità stia altrove, così come raccontano i ben informati, secondo i quali l’assessore (almeno da un anno si parla delle sue dimissioni) sarebbe ormai arrivato ai ferri corti con il sindaco Falcone, sempre più vittima del duo Roccasalva-D’Afflitto.

Non poco ha pesato l’ultima questione dei loculi ormai terminati che non saranno pronti prima di dicembre. L’assessore si era esposto non poco, mettendoci la faccia: “Nel Consiglio comunale di dicembre (2018) approveremo la realizzazione di un blocco di 144 loculi nel cimitero del capoluogo. Mentre qualche settimana fa ha dovuto ripiegare con “Non ci sono più loculi anche perché siamo in ritardo di sei mesi con la realizzazione di 144 spazi che avrebbero dovuto essere pronti a breve ed invece lo saranno a fine anno”. Dichiarazione che è suonata come una messa in mora del collega Roccasalva, titolare dei lavori pubblici cui spetta la realizzazione dei loculi.

Ancora di più peserà il forte ritardo nella realizzazione dei parcheggi del nuovo presidio ospedaliero, ormai ultimato e di prossima inaugurazione.

Per non parlare della fallimentare scelta di chiudere la Fondazione Via Maestra, lasciata poi in sospeso a
tutto vantaggio dell’assessore D’Afflitto (da sempre osteggiato) per finanziare le proprie iniziative.
E così Castagno, ritenuto dai più persona a modo e sempre disponibile, ha forse deciso di abbandonare il
grillismo venariese un minuto prima del diluvio amministrativo cui sta andando incontro la giunta Falcone.

Ma si sa, l’orchestra del Titanic continuava a suonare…..

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Blogger: Alessandro Brescia

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