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“Questi anziani, che rompiballe!”

Gli anziani, che gran rompiballe… almeno stando a quanto sostengono alcuni utenti dei parchi pubblici, stanchi delle “vessazioni”, diciamo così, dei gestori degli chalet comunali, incaricati della cura delle aree verdi settimesi. La polemica, divampata sulla pagina Facebook della Nuova Voce, nello specifico riguarda il parco Pertini. Una delle 18 aree settimesi che dispongono di uno “chalet”, una struttura comunale che il Comune ha messo a disposizione di un comitato composto prevalentemente di anziani. Anziani che si occupano di aprire i cancelli, mantenere in ordine l’area e presidiarla contro gli atti di vandalismo. Scrive Sabina Tarasco: “Il parco Pertini e’ diventato ormai il parco degli anziani, hanno vinto su tutto. Non vogliono più le feste di compleanno prima di una certa ora perchè devono giocare a carte, non si può più giocare a pallone, circolare o anche semplicemente attraversarlo per andare al De Gasperi con la bicicletta, anche se si va agli 0 km orari. Lo stanno definendo l’oasi della pace e della tranquillità. Io pensavo che fosse già in via Milano questa oasi (il cimitero, per chi non cogliesse l’ironia, ndr) invece mi sbagliavo. Grazie anziani. Spero che quando lo sarò anch’io non romperò le balle come voi”. E giù uno stuolo di “mi piace”. E poi commenti, tanti commenti: insomma un’avvincente discussione della serie, “l’eterna lotta fra le generazioni”. Da un lato (la maggioranza degli intervenuti), quelli che solidarizzano con Tarasco. Sono quelli che nel parco vogliono vedere più palloni, perchè, argomenta Paolo Silvetti, “il Comune deve dirci dove devono andare i nostri figli a giocare. Poi si dice che è una generazione che sta a casa con cellulare e computer”. Ma non manca chi difende i gestori degli chalet, i quali evidentemente per ragioni anagrafiche non hanno troppa dimestichezza con Facebook. Gestori che svolgono un lavoro prezioso a titolo totalmente volontario. In ogni caso le lamentele di presunti abusi di potere da parte dei “nonni” non mancano: qualcuno li dipinge come veri e propri “ras del quartiere”, pronti a bacchettare e redarguire al minimo sgarro. C’è chi li ritrae come vigili col complesso di inferiorità (Paolo Silvetti: “Dai una paletta da vigile a certi anziani, un giubbotto fosforescente da protezione civile o il compito di presidiare un parco e si sentono padroni del mondo”). Il punto è che ci sono delle regole, e farle rispettare rientra nei compiti dei gestori degli chalet. E le regole dicono che al Pertini, per quanto assurdo possa sembrare, giocare a pallone è vietato. Non solo. è vietato sdraiarsi, e pure dormire. Ora, posto che in un mondo ideale vietare di giocare a pallone in un parco è semplicemente demenziale, noi mica viviamo in un mondo ideale. Tutt’altro. È capitato, anche nella nostra città, che certi palloni finissero dove non dovevano finire: sugli occhiali di un passante, contro una carrozzina, contro il vetro di uno chalet. Poco male? Dipende, perchè non sempre il buonsenso ha prevalso. E quindi ecco spuntare discussioni e diverbi, nella migliore delle ipotesi. E potrebbe sempre capitare che qualche “offeso” chieda pure un risarcimento al Comune. Insomma, per andare sul sicuro e tutelare sé stessa e i cittadini, l’amministrazione ha deciso di bandire il buon vecchio pallone dal Pertini. Offrendo alcune alternative ai calciatori e ai ciclisti in erba, come ad esempio il parco del Po, dove la palla è legale. È sufficiente la soluzione fornita dal Comune? è vero che gli anziani hanno preso il controllo del parco Pertini? E, volendo, quanto fa schifo vivere in un mondo dove dormire in un parco è illegale? Non varrebbe la pena tentare di cambiare le regole, approfittando del lavoro di controllo dei volontari? Il dibattito prosegue sulla nostra pagina Facebook.

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