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25 aprile 2020
25 aprile 2020

25 aprile 2020: pensieri e riflessioni

Ho frequentato le scuole medie e superiori negli anni ‘70. Non ho mai dimenticato gli studi di Storia ed il clima generale di quel periodo, ciò che aveva rappresentato la Resistenza, gli ideali per i quali hanno combattuto i Partigiani.

Nel nuovo millennio chi sono gli eredi dei Partigiani? Che fine hanno fatto nel senso comune valori come libertà e giustizia? attualmente come viene interpretato il concetto di democrazia?

Personalmente sono sconfortato, mi sono iscritto all’Anpi solo l’anno scorso, il motivo principale che mi ha portato a richiedere l’unica mia tessera è proprio dovuto alla ricerca di dialogo con persone che credono ancora nei valori fondamentali necessari per una civile convivenza.

Ho l’impressione che il distacco da temi così importanti sia progressivo ed il vuoto che ne deriva sia colmato con stupidaggini o scemenze. Uno dei problemi attuali credo che sia la mancanza di una coscienza collettiva, ognuno finisce per isolarsi in un mondo a sé con la testa dentro ad uno strumento tecnologico (smartphone) che gli assorbe il cervello.

Naturalmente tutto ciò ha delle conseguenze, valori come libertà e democrazia ereditati dai Partigiani non hanno il carattere di eternità, spetta a noi ora lottare per mantenerli, mi sa che ciò sia necessario sempre di più. Prima del coronavirus mi recavo spesso in Piemonte o Lombardia,  nei paesini attraversavo strade con la scritta “via martiri della libertà”, pensavo a quei ragazzi, se potessero vedere com’è diventata la nazione per la quale hanno sacrificato la vita che tipo di reazione avrebbero? Penso che si rivolterebbero nella tomba.

La Costituzione è figlia della Resistenza, tutt’altro che datata, attualissima, in teoria purtroppo. La libertà di pensiero significa anche la possibilità di dissentire, il dissenso è necessario quando vengono lesi diritti inviolabili. In una democrazia rappresentativa deve avere dei punti di riferimento anche chi crede che è indispensabile vivere in una società democratica di fatto,  non basata su discorsi vacui,  gonfi di bugie ed ipocrisie; se una persona civile smette per un attimo di occuparsi del proprio orticello (attività sacra nella regione in cui vivo, in tutti i sensi) e si guarda intorno forse scopre che è meglio posare la zappa momentaneamente e dedicarsi ad incombenze più urgenti.

Stato di diritto significa che tutti devono rispettare le regole, anche i “vip”, a maggior ragione visto che questi ultimi sono in grado di provocare danni ben più gravi delle persone comuni.

Concludendo credo che sia necessario ripartire da lì, dalla Costituzione dai suoi principi diventati teorici, sulla carta, dimenticando che la costituzione è “la Carta”. Attualmente latita la società civile, manca l’aggregazione dei cittadini con valori sani. E’ in gioco la democrazia stessa, la possibilità di convivere in un mondo migliore, immagino che anche per questo hanno combattuto i Partigiani.

Gamba Mimmo

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