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SPARONE. Fallimento Ims, Tiberina resta

Fallimento Ims. Preoccupazione ai massimi livelli e trattative in corso. Mercoledì 15 marzo si è svolto un incontro tra il curatore fallimentare Fabrizio Torchio e la Tiberina. Ricordiamo che a questo gruppo appartiene la MTD, che la scorsa estate aveva preso in affitto i due stabilimenti della IMS dal Gruppo Pepe con l’intento di salvarli dal fallimento incombente per poi eventualmente acquistarli al termine dei 36 mesi previsti

E’ probabile che tutti questi intrecci di aziende, di acquisti, di vendite e di affitti sconcertino i lettori che meno conoscono la situazione: in effetti sembra un gioco di scatole cinesi.

Le possibilità che il Tribunale considerasse ammissibile la soluzione proposta erano tuttavia limitate e, come molti temevano, il fallimento alla fine è stato dichiarato.

Nell’incontro con il curatore la Tiberina ha avanzato una proposta di acquisto che ha messo sul chi vive i sindacati, tutt’altro che ostili a priori ma decisi a vederci chiaro. L’azienda si è detta disposta ad acquistare lo stabilimento di Sparone ed a trasferire lì anche una parte dei lavoratori di Druento in cambio però di concessioni (non si sa quanto pesanti) nel campo della Sicurezza, della tutela dell’Ambiente e via elencando.

La contropartita occupazionale sarebbe tuttavia parziale. Solo un centinaio dei 230 dipendenti verrebbe riassorbito; a questi se ne potrebbero aggiungere una quarantina se si riuscisse a trovare dei nuovi clienti (non si è capito bene se dovrebbero essere organismi esterni a procurarli) nel settore degli stampi. Una proposta nella quale il rapporto fra ciò che la Tiberina offre e ciò che chiede  sembrerebbe un po’ troppo sbilanciato in favore dell’azienda.

I sindacati

Di fronte alla proposta della Tiberina i sindacati si sono mossi prontamente per essere messi al corrente di quanto sta bollendo in pentola e per chiedere che vengano chiariti alcuni punti fondamentali. “Anzitutto – ha precisato Fabrizio Bellino –  il curatore deve applicare la legge che, trattandosi di un’azienda fallita, prevede un Bando di Vendita. In tale ambito potranno essere valutate le proposte della Tiberina”. Questo dal punto di vista procedurale. Da quello sostanziale, c’è il discorso occupazionale. “La Tiberina dica chiaramente che è disponibile ad assorbire tutti i lavoratori, senza esuberi – prosegue Bellino – e da parte nostra ci sarà la massima disponibilità”. In base a  queste motivazioni FIOM e FIM hanno chiesto gli incontri urgenti con il curatore e con la Regione.

In Regione

L’incontro di venerdì in Regione si è protratto a lungo ed ha soddisfatto i sindacati anche grazie all’interesse che l’assessore Pentenero  ha dimostrato per la questione dell’ex-IMS: del resto la situazione la conosce, se ne era potuta fare un’idea precisa fin dall’incontro cui aveva partecipato a Sparone nello scorso mese di ottobre. L’atteggiamento della Regione ovviamente è molto importante e la sua maggiore o minore determinazione può influire notevolmente sulle scelte e le proposte delle parti in causa. L’assessore si è impegnata a prendere contatto il lunedì successivo (ovvero ieri, 21 marzo) con il curatore fallimentare e con la Tiberina. Sentirà anche la FIAT-FCA, come avevano chiesto i sindacati: “Visto che la Tiberina è legata alla FIAT e che la FIAT ha molti debiti nei confronti del territorio canavesano – dice ancora Bellino – che agisca di conseguenza!”. Altra richiesta che i sindacati avevano avanzato era quella di coinvolgere il ministero dello Sviluppo Economico: “La Tiberina ha ormai una dimensione nazionale, con numerose aziende sparpagliate  per l’Italia. E’ quindi giusto che i problemi che la riguardano vengano esaminati in modo complessivo”. Anche questa richiesta è stata accolta: la Pentenero sarà a Roma nel corso di questa settimana proprio per un incontro al ministero dello Sviluppo e coglierà l’occasione per parlare della vicenda IMS.

Gli esiti dell’incontro in Regione sono stati resi noti ai lavoratori dei due stabilimenti durante le assemblee indette nel pomeriggio di ieri.

I lavoratori hanno proclamato 8 ore di sciopera per mercoledì 23 marzo e per venerdì 25 marzo.

 

Fallimento IMS: lo spiraglio c’è

 

Potrebbe aprirsi uno spiraglio nella vertenza della IMS di Sparone e Druento, l’azienda di cui venti giorni fa era stato dichiarato il fallimento. La svolta – ovviamente da valutare con cautela ma che i rappresentanti sindacali ritengono promettente – è avvenuta venerdì 18 marzo, durante l’incontro svoltosi a Torino fra Regione, rappresentanti dei lavoratori e sindaci  dei Comuni interessati. Un incontro chiesto dai sindacati e che ha confermato l’attenzione dell’assessorato regionale al Lavoro nei confronti di quest’azienda, che costituisce il perno industriale della Valle Orco.

All’incontro hanno partecipato l’ assessore  Gianna Pentenero e l’ex-assessore provinciale Carlo Chiama; per i sindacati Fabrizio Bellino della FIOM-CGIL  e Vito Bianchino della FIM-CISL, oltre alle RSU di Sparone e di Druento. In rappresentanza delle istituzioni territoriali erano presenti i sindaci di Sparone Anna Bonino e di Locana Giovanni Bruno Mattiet per quanto riguarda l’area canavesana; il sindaco Sergio Bussone e l’assessore al Lavoro ed alle Attività Produttive Pier Giorgio Chino per il Comune di Druento. Probabilmente altri primi cittadini della Valle Orco sarebbero stati contenti di intervenire ma non hanno potuto farlo per la rapidità dei tempi di convocazione: la sera del giovedì per il pomeriggio successivo.

Nella giornata del 18 marzo, mentre a Torino si svolgeva quest’incontro, nei due stabilimenti si è scioperato – pur senza organizzare manifestazioni – per richiamare l’attenzione di istituzioni ed imprenditori sulla situazione estremamente difficile che i dipendenti stanno vivendo: si continua per ora a lavorare, malgrado il fallimento, ma è chiaro che “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

 

 

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