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Manifestazione Sì Tav del 10 novembre a Torino

VOLPIANO. Uno, due, 30mila. E qualcuna in più

Si fa presto a dire 30mila. 30mila menti diverse.

30mila estrazioni diverse. 30mila opinioni diverse.

30mila bocche. Nasi. Giacche. 60mila scarpe. Braccia. Occhi. 30mila certezze unite. 1, sola, piazza. Contro.  30mila “No” più disparati. “No” all’industria. “No” alle grandi opere. “No” alle medie imprese, ma “No” anche alle piccole. “No” allo Sviluppo Economico. “No” a quello sanitario. “No” alle Olimpiadi. “No” alle luci di Natale. “No” alla circolazione quotidiana, e sacrosanta, di una metropoli che dà lavoro. Ma “No” anche ad una seria presa di posizione con le società di trasporto pubblico. “No” ai negozi aperti nei festivi, seppur per loro personale scelta. “No” alla birretta del sabato tra due risate ai “Murazzi”. “No” ai fuochi d’artificio a San Giovanni. “No” al dialogo con le opposizioni. “No” allo sviluppo del Lavoro. “No” alla meritocrazia. “No” alla preparazione di base che la classe dirigente politica di un Paese dovrebbe avere. “No” allo studio prima delle commissioni parlamentari. “No Vax”. “No Tap”. “No Tav”. “No ricerca” “No Pedemontana”. “No Europa”.  E infine, il “No” che conta. “No Italia”. Torino oggi ha risposto. A qualche ora dal termine della manifestazione spontanea organizzata in Piazza Castello da Associazioni di Categoria e società civile, stavolta il “Sì” è arrivato forte. E riprendo le parole di un’onorevole deputata di centrodestra, già ministro, ascoltate stamane -ma fosse stata di centrosinistra, la sostanza non sarebbe cambiata-: “Noi al ‘Piccolo Mondo Antico’ non vogliamo tornare, noi vogliamo guardare avanti.” Ecco. Io uguale. Mi basta l’orto in casa, con i miei pomidoro e le mie verze, per sentirmi ‘eco’, ma il de-sviluppo e la desertificazione del nostro apparato produttivo, sociale, culturale ed infrastrutturale, francamente non è affar mio. E nemmeno di almeno altre 29.999 persone circa. Per il resto, anche a me piace dire “No”, suona bene.  “No” verso coloro i quali, casualmente oggi al Governo senza né arte né parte, per mascherare la loro incapacità, dicono no a tutto per paura, ignoranza, inerzia. Oggi Torino ha detto “No” ai “no”.

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