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TORINO. Cgil: resta aperta partita per nuovo leader

Non scioglie il nodo della successione a Susanna Camusso il congresso dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, che con i suoi 2,7 milioni di iscritti ha il peso maggiore all’interno della confederazione. La sfida tra Maurizio Landini, proposto dalla segreteria e Vincenzo Colla, a cui vanno le preferenze dei pensionati, resta in piedi e probabilmente si chiuderà soltanto al congresso nazionale di Bari, in agenda dal 22 al 25 gennaio.
I toni nella seconda giornata di lavori al Lingotto confermano la distanza delle posizioni. “Se si vuole avere un percorso unitario non si tratta di trovare un accordo fra due candidati, il luogo fisiologico in cui fare le discussioni è la segreteria. L’accordo deve essere collegiale. E’ legittimo non condividere la proposta della segreteria, ma uno sfogo a distanza non fa bene alla nostra organizzazione”, avverte Camusso. “In questa Cgil – replica al segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti – non c’è stata alcuna alterazione delle regole in questi mesi. E avere passato del tempo a interrogarsi su dove fosse la violazione ha fatto del male perché ha delegittimato un gruppo dirigente”.
Camusso rivendica la scelta fatta, anche se non cita mai Landini: “Nel direttivo della Cgil la proposta del nuovo segretario è stata unitaria e non divisoria. Bisogna continuare a lavorare per trovare una soluzione unitaria per il congresso nazionale di Bari perché vedo il rischio che si passi da un documento unitario alla ricerca di cose che ci differenziano per giustificare la presenza di più candidature. Il pluralismo è essenziale, ma vedo crescere troppi io e mio rispetto a noi e alla Cgil, bisogna rafforzare la dimensione del noi”. Nel suo intervento Camusso assicura anche che lascerà l’incarico ma non la Cgil: “mi metto a disposizione, sarà il gruppo dirigente a decidere cosa dovrò fare”. E a Pedretti, che dopo l’intervento abbraccia, promette che quando andrà in pensione s’iscriverà allo Spi.
Domani il congresso, oltre a confermare Pedretti alla guida dello Spi, nominerà i delegati al congresso nazionale: i pensionati ne hanno 212, un quarto degli 866 che andranno a Bari. Una metà, la cosiddetta quota di solidarietà, però, viene lasciata alle altre categorie.

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