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TORINO. Aggrediscono polizia che ferma pusher, feriti due agenti

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Un cinquantenne italiano è stato sottoposto all’obbligo di firma per aver partecipato al parapiglia scoppiato a Torino, nel quartiere Barriera di Milano, dove una trentina di persone, in prevalenza extracomunitari, hanno cercato di opporsi al fermo da parte della polizia di un pusher gabonese di 23 anni. Lo ha deciso, oggi, un giudice del Tribunale di Torino dove l’uomo è stato processato per direttissima per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento e lesioni personali.
Per il giovane extracomunitario è invece scattata la misura cautelare in carcere per detenzione di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni.
Nei giorni scorsi, durante un controllo in uno stabile di corso Palermo, periferia Nord di Torino, i poliziotti avevano fermato il pusher. Alla vista degli agenti, il pusher è fuggito verso i giardini Alimonda, dove è stato bloccato. Una trentina di persone sono accorse in suo aiuto: i poliziotti sono stati accerchiati e presi a spintoni. Uno è stato colpito con una bicicletta e l’altro è stato spinto contro la pensilina del tram. Medicati al pronto soccorso, hanno riportato lesioni e contusioni guaribili in 20 e 25 giorni.

“Quello dei cittadini che hanno aggredito gli agenti è stato un comportamento vergognoso e inaccettabile e ci auguriamo che resti un caso isolato”. Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sull’aggressione alla polizia di martedì mattina, ma resa nota soltanto oggi.
“E’ bene che tutti sappiano che a Torino non esistono né zone franche, né aree dove l’illegalità è tollerata”, aggiunge la prima cittadina che, con l’assessore alla Sicurezza Roberto Finardi ringrazia “il questore Messina e tutti gli agenti di Polizia per il loro difficile e spesso gravoso impegno e lavoro quotidiano al servizio della comunità”.
“La Polizia di Stato, insieme a tutte le forze dell’ordine, sta svolgendo un prezioso lavoro, una fondamentale attività di controllo e presidio del territorio con efficaci ed evidenti risultati positivi nel contrasto all’illegalità – conclude la sindaca Appendino – e nel garantire ai cittadini sicurezza anche in quelle zone della città più difficili dal punto di vista                 dell’ordine pubblico”.

“L’episodio di Barriera di Milano è l’ennesima conferma dell’inefficacia delle norme sanzionatorie per chi viola la legge. Auspichiamo che la risposta sia celere e commisurata alla gravità del fatto”. Così Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale del sindacato Siap, commenta l’aggressione ai poliziotti che hanno fermato un pusher a Torino, in piazza Alimonda.
“Questi sono i frutti di una situazione in cui persiste una totale impunità per chi commette reati. Quel quartiere è terra di confine – continua – dove gli anarchici e gli antagonisti solidarizzano con l’attività criminale di centinaia di soggetti dediti allo spaccio di droga. Noi siamo sempre dalla parte del poliziotti che, ogni giorno, rischiano la vita per strada cercando di rendere più sicura la città. Non ci stancheremo mai di invocare misure certe e decisive per la certezza della pena”.

“Quanto avvenuto a Barriera di Milano è di una gravità inaudita e necessita di misure radicali da parte dell’amministrazione comunale e del governo”. Così Maurizio Marrone, dirigente nazionale FdI, sull’aggressione ai poliziotti che hanno fermato un pusher a Torino, in piazza Alimonda.
“Dal Sindaco ci siamo stancati di sentire solo parole di solidarietà. Dove sono i provvedimenti sulla sicurezza delle periferie promessi in campagna elettorale? Sono due anni che attendiamo che chiuda locali malfamati a tutela dell’ordine pubblico, che chieda lo sgombero di alloggi usati più per spacciare che per dormire.
Nel quartiere, l’amministrazione è del tutto assente” commenta Maurizio Marrone, dirigente nazionale di FdI.
“Presenterò un’interrogazione per chiedere conto di questo agguato – interviene Augusta Montaruli, parlamentare FdI – Dev’essere chiaro che nessuno ha intenzione di cedere alle intimidazioni e che l’unica soluzione è una maggiore e più continuativa presenza di divise nelle strade”.

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