di: Redazione

Home / Italia / TORINO. 3.000 imprese pro Tav. “La pazienza è al limite”

TORINO. 3.000 imprese pro Tav. “La pazienza è al limite”

Più di tremila imprenditori sono arrivati a Torino da tutta Italia per dire sì alla Tav e al rilancio delle infrastrutture. Tutti uniti contro “il governo del no”, al quale chiedono di cambiare marcia e puntare sulla crescita. Alle Ogr, le ex Grandi Officine Riparazioni, dove da metà dell’800 si riparavano i treni, si sono riunite dodici associazioni d’impresa: industriali, artigiani, mondo delle cooperative e imprese edili. Parlano a nome di 13 milioni di lavoratori e rappresentano più di due terzi del Prodotto Interno lOrdo del Paese. In sala anche i sindacati e le donne rappresentanti del movimento Sì Tav, mentre non sono stati invitati i politici “per evitare strumentalizzazioni”. Una grande iniziativa conclusa con la firma di un manifesto che in 12 punti spiega le ragioni per cui la costruzione della nuova linea Tav, “opera che riguarda il futuro di tutta Italia”, non deve essere interrotta.
“Se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi finita. Il messaggio alla politica e al governo da parte dei corpi intermedi dello Stato è chiaro: devono avere il senso del limite”, tuona il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.
“La Tav non serve? Se dobbiamo restituire un miliardo alla Francia e all’Europa perché qualcuno ha deciso che l’opera è inutile, che sia lui a pagare e non gli italiani”, aggiunge Boccia che attacca anche sulla manovra. “Se fossi in Conte – spiega – convocherei i due vicepremier e gli chiederei di togliere due miliardi per uno visto che per evitare la procedura d’infrazione bastano 4 miliardi. Se qualcuno rifiutasse mi dimetterei e denuncerei all’opinione pubblica chi non vuole arretrare. Una promessa a Di Maio: se ci convoca tutti e dodici non lo contamineremo. A Salvini, che ha preso molti voti al Nord, dico di preoccuparsi dello spread”. “Tutti hanno diritto di manifestare e la politica ha il dovere di ascoltare. Noi non viviamo sulla luna ma in mezzo alla gente, alle imprese” commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, mentre il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani sottolinea che “stiamo pagando un prezzo altissimo per l’ostilità verso le imprese e per il clima di sfiducia creato da questa maggioranza”.
La voce delle imprese alle Ogr è una sola. “Siamo qui per dire sì allo sviluppo. Sì agli investimenti strategici. Sì ad un Paese che sa andare oltre le proprie fragilità strutturali”, spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Senza infrastrutture – osserva il presidente nazionale di Cna, Daniele Vaccarino – non c’è crescita. Se ai segnali di rallentamento dell’economia si aggiunge il no alle infrastrutture, il rischio di avere una caduta di fiducia è grande”. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, sottolinea che “i ritardi infrastrutturali pesano sulla competitività delle imprese agricole”, mentre Confapi ricorda che “i Romani 2 mila anni fa per prima cosa fecero le strade”. “Quello che si sta facendo bisogna portarlo a termine. È dobbiamo farlo il più velocemente possibile”, avverte il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti.
Rispondono a distanza i No Tav, che sfileranno l’8 dicembre a Torino. “Ben poco attivismo imprenditoriale – dicono – si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti. L’alzata di scudi c’è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici”.

Le richieste al governo, ecco manifesto imprese

Dalla riunione torinese degli imprenditori italiani, che in tremila sono stati questo pomeriggio alle Ogr per riaffermare il loro sì alla Torino-Lione, arriva un manifesto in 12 punti che spiega le ragioni per cui la costruzione della nuova linea Tav non deve essere interrotta. Lo sottoscrivono Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confagricoltura, Confapi e Ance. Tutti uniti, e tutti critici con il “Governo del no”.
“Diciamo sì Tav – si legge nel documento – perché sogniamo un’Italia protagonista e puntiamo a una società inclusiva, perché mentre altri grandi Paesi realizzano ambiziosi obiettivi investendo sulle grandi infrastrutture, l’Italia non può danneggiare se stessa e l’Europa”.
“Una rete infrastrutturale europea – afferma il manifesto – non è tale senza tutti i corridoi in cui si articola e, senza la Torino-Lione non esisterebbe il Corridoio Mediterraneo, per il quale l’Italia si è battuta con vigore”.
E ancora, fra i motivi del sì gli imprenditori elencano la quota di finanziamento a carico dell’Unione Europea salita dal 40% al 50%, e il fatto che “quella a carico dell’Italia è già stata tutta impegnata programmaticamente e non avrebbe impatti negativi sui saldi di finanza pubblica”.
“A conti fatti – rimarca il manifesto – completare la Torino-Lione costerebbe meno che non realizzarla, e senza la nuova linea il trasporto di merci su tutto il versante Ovest delle Alpi sarebbe più costoso. Costruendola invece al 2030 si ridurrebbe il transito stradale di quasi un milione di veicoli pesanti l’anno, tagliando emissioni inquinanti per tre milioni di tonnellate equivalenti di Co2”.
Fra gli ultimi punti: Milano-Parigi in 4 ore e mezza, stimolo alla crescita di 11,3 miliardi di euro fra 2020 e 2027, con cinquemila occupati in più l’anno. E perché, conclude il manifesto, “di tutto questo è convinta la maggioranza del Paese, che per quasi il 60% è favorevole alla Torino-Lione”.

Commenti

Leggi anche

ROMA. I vice premier fanno a gara per soddisfare gli imprenditori

La competizione tra i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, giocata a colpi …

ROMA. Con il Natale tornano i pranzi degli chef in carcere

Torna anche quest’anno, per la quibta Edizione, “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’amore”, l’iniziativa avviata …