Marco G. Dibenedetto

DIBENEINSETTIMO di: Marco G. Dibenedetto

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Settimo Torinese: 5000 chilometri per portare libri a Togliatti

Cinquemila chilometri tra libri e cultura.

Marco Di Girolamo, 34 anni, e il padre Giuseppe, 70 anni, partiranno con una FIAT Duna del 1987, il 3 giugno alla volta di Togliatti, una cittadina russa di 700 mila abitanti sul fiume Volga. 

Marco non è di Settimo, però possiamo definirlo un settimese d’adozione poiché ha uno stretto rapporto con la nostra città. Due dei suoi zii si trasferirono dal Molise a Settimo, e lui ha trascorso moltissimi anni della sua vita, per l’esattezza 15, suonando presso l’Associazione Sintesi gestita da Rino Arminio. Inoltre, in questo lungo viaggio, la biblioteca Archimede con il suo progetto “Archimede fuori di sé” ha un ruolo molto importante, ma andiamo per gradi.

Marco, ci spieghi perché hai progettato quest’avventura?

“Amo viaggiare o ho viaggiato tantissimo. Un giorno, circa due anni fa, mi sono chiesto come utilizzare la mia passione per aiutare qualcun altro. Così ho contattato l’Istituto di Cultura Italiana del Volga, Dante Alighieri, a Togliatti, e abbiamo pensato di raccogliere fondi su una piattaforma Internet (https://buonacausa.org/cause/dunazione2018) per permettere a ragazzi meritevoli di fare un viaggio in Italia. Per ora siamo arrivati a circa 600 euro, ma l’obbiettivo è di raggiungere i 1000 euro”.

E Settimo con la sua biblioteca cosa c’entrano?

“Volevo anche portare lì dei libri e sapevo che tra i progetti della biblioteca ce n’è uno che si chiama: “Archimede fuori di sé”. È un progetto che prevede la promozione della lettura al di fuori dei locali della biblioteca stessa e quindi ho chiesto semplicemente se potevano darmi dei libri da portare a Togliatti. Loro hanno accettato, così nel mio viaggio vestirò i panni di un “facchino internazionale” e consegnerò alla Biblioteca Municipale di Togliatti 50 libri di letteratura di viaggio in italiano che Archimede ha donato loro.”

In italiano? 

“Certo in italiano. Già il nome della città dice tutto, no? A Togliatti e nelle cittadine vicine, infatti, ci sono moltissimi italiani emigrati per lavoro che sono rimasti lì dagli anni 60’-70’ quando la FIAT e il Ministero dell’Industria Automobilistica e del Commercio estero dell’URSS firmarono un accordo per la costruzione dello stabilimento automobilistico sul Volga: l’AutoVAZ (Volzhsky Avtomobilny Zavod). Tutt’ora c’è una spiaggia sul fiume che viene chiamata “La spiaggia degli italiani” dove si andava per riposarsi.

Perché hai scelto di collegare Settimo con Togliatti?

“Perché, secondo me, Settimo e Togliatti hanno molto in comune, come ad esempio il loro passato fortemente legato a un’azienda automobilistica, ma anche il periodo attuale in cui sono in pieno sviluppo post-industriale”.

Va bene che ti piace viaggiare, ma perché farlo con tuo padre? E di cosa parlerete per tutto il viaggio? 

“Erano anni che ci pensavo, di solito non si ha mai tempo per parlare in maniera approfondita con i propri genitori, così gli ho chiesto se voleva venire e, dopo un attimo di titubanza, ha accettato volentieri. Non so bene di cosa chiacchiereremo, anche se un paio di cose vorrei approfondirle, ma non posso dirle, sono troppo personali. Sono curioso però di quello che verrà fuori. Inoltre, questo viaggio è il mio regalo per i suoi settant’anni”. 

Perché hai scelto la Duna?

“In primis perché era di mio zio, che ora non c’è più, che abitava in via Giuseppe Di Vittorio a Settimo. Poi perché la Duna è l’automobile più bistrattata al mondo della casa FIAT e quindi è un po’ una sfida”. 

Da chi è finanziato il viaggio?

“Grazie per la domanda, perché voglio che non si faccia confusione. Utilizzeremo solo ed esclusivamente i miei risparmi. Infatti, i soldi raccolti sulla piattaforma  digitale verranno usati esclusivamente per gli studenti di Togliatti.”

Un paio di curiosità vengono spontanee, che lavoro fai per poterti permettere un intero mese di viaggio? E poi, nella foto che vedo, sopra la Duna c’è una gallina, perché?

“Sono un libero professionista e mi occupo di consulenza aziendale, quindi ho la fortuna di potermi gestire il tempo da dedicare al lavoro. La gallina sopra la macchina si chiama Ansia e vive da noi in campagna, è un modo per esorcizzare la nostra esperienza”.

Un lungo viaggio che ha anche alcuni riscontri curiosi: l’auto è stata dipinta per la metà posteriore da tre illustratrici, amiche di Marco, e l’opera verrà completata da artisti russi sulla “Spiaggia degli italiani”. L’automobile, così imbellettata, sarà regalata alla fine del viaggio al Museo dell’AutoVAZ che la esporrà insieme a carri armati e auto blindi  dell’ex Unione Sovietica.

 

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