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SALUGGA. «Sindaco, in tutto il paese non trovi un’assessora?»

SALUGGIA. Se il sindaco Firmino Barberis sperava che la sostituzione di un assessore donna (la dimissionaria Margherita Cotevino) con un uomo (Nicolò Papotto) passasse sotto silenzio, le sue speranze sono andate presto deluse.

Già il 30 ottobre scorso l’assessora regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti, aveva inviato una lettera a lui e al Segretario comunale Antonella Gaiato – e, per conoscenza, al prefetto Michele Tortora – in cui rilevava che «dopo la modifica intervenuta il Comune di Saluggia non rispetta più la parità di genere. Sono perciò a sollecitare, nel rispetto delle vostre prerogative, un’accurata ed approfondita istruttoria al fine di garantire il rispetto della parità di genere all’interno della Giunta stessa, come peraltro previsto dalla Legge 56/2014. Non credo che non esistano competenze femminili adeguate disponibili a ricoprire il ruolo risultato vacante».

Il sindaco aveva risposto che «l’incarico era destinato a Maria Pia Melle, unica altra donna del gruppo di maggioranza senza incarichi da assessore, che però ha declinato l’invito per problemi contingenti che ne avrebbero resa gravosa l’attività». E quindi, dopo un’«accurata ed approfondita indagine», ha nominato Papotto.

La Cerutti, ricevuta la nota di Barberis, gli ha immediatamente risposto: “Gentile sindaco, sono stupita a mia volta nel ricevere la sua nota in cui afferma di avere effettuato “una accurata ed approfondita indagine al fine di rispettare i termini della legge 56/2014 relativa al rispetto della parità di genere all’interno della Giunta”. Questa “accurata e approfondita indagine” sarebbe consistita, come Lei stesso spiega, nel verificare se l’unica altra donna presente nel gruppo di maggioranza senza incarichi fosse disponibile ad assumere il ruolo di assessora. Di fronte al suo rifiuto, ha proceduto ad integrare la Giunta con un consigliere.

Credo – scrive la Cerutti – che “un’accurata e approfondita indagine” avrebbe richiesto di ricercare una nuova componente della Giunta anche al di fuori del Consiglio comunale, come peraltro prevede l’articolo 20 comma 1 dello Statuto, per ottemperare alla legge da Lei citata, che invece Lei ha deciso di non rispettare. Ritengo dunque che “un’accurata e approfondita indagine” richieda una ricerca di disponibilità tra la popolazione femminile del suo Comune. Altrimenti dovremmo assumere che secondo Lei, per partito preso, non esista alcuna donna con le competenze richieste pronta ad entrare in Giunta. Penso che il Suo comportamento sia ingeneroso in generale nei confronti delle donne e delle sue cittadine. Auspico dunque che si decida a portare avanti seriamente un’accurata e approfondita indagine e trovi una componente donna per la sua Giunta.

Segnalo questa situazione – conclude la Cerutti – al Difensore Civico della Regione Piemonte che ha la facoltà di nominare un commissario ad acta sulla questione qualora non venga rispettato il principio di pari opportunità nella composizione della Giunta”.

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