di: Redazione

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ROMA. La querelle Spataro-Salvini spacca i magistrati

Alta tensione al plenum del Csm sulla querelle tra Armando Spataro e Matteo Salvini, legata a quel tweet con cui, secondo il procuratore di Torino, il titolare del Viminale rallegrandosi per una raffica di arresti avrebbe rischiato di danneggiare un’operazione contro la mafia nigeriana ancora in corso. Una vicenda che crea fibrillazioni anche dentro l’Associazione nazionale magistrati: la giunta non riesce ad approvare un documento unitario, ed è il presidente Francesco Minisci a rompere il silenzio con una dichiarazione in cui invita le due parti ad abbassare i toni e a rispettare “i ruoli previsti dall’ordinamento”.
A Palazzo dei marescialli il laico della Lega Stefano Cavanna attacca il vice presidente che ieri aveva espresso il suo no a “toni sprezzanti” verso un “grande e leale servitore dello Stato”, accusandolo di trascinare, e non per la prima volta, il Csm nella “polemica politica”. “Ho inteso tutelare la magistratura tutta non solo il Procuratore di Torino” replica, difeso dalla maggioranza dei togati, David Ermini, che qualche ora dopo dà il via libera alla trasmissione in Prima Commissione della richiesta di pratica a tutela di Spataro firmata da Area, che rappresenta le toghe progressiste.
Ma a infiammare gli animi è soprattutto l’intervento del presidente di questo gruppo, Giuseppe Cascini: “Il Paese e le istituzioni non possono essere trascinate nel mondo dei social- scandisce- Se un ragazzino assume incarichi istituzionali bisogna fargli capire che non è più un ragazzino e che deve avere un atteggiamento consono al ruolo”. Parole che vengono censurate (come linguaggio “da bar”) dal laico di Forza Italia Alessio Lanzi e dai consiglieri di Magistratura Indipendente, prima che lo stesso Cascini precisi: “non ho chiamato ragazzino il ministro dell’Interno. Se è sembrato così significa che mi sono espresso male e chiedo scusa”.
Il dato più evidente della giornata è però che al Csm si spaccano i consiglieri togati. Se Piercamillo Davigo, leader di Autonomia e Indipendenza, evita di entrare nella polemica ma esprime il suo grazie a Spataro per l’impegno con cui ha portato avanti processi “delicatissimi”, i consiglieri di Magistratura Indipendente criticano il procuratore di Torino per aver bacchettato il ministro con un comunicato ed esprimono dubbi sui danni che il tweet di Salvini avrebbe prodotto alle indagini. Il capogruppo Corrado Cartoni, parla di una forma di comunicazione “sbagliata” da parte del procuratore, che avrebbe potuto seguire “vie istituzionali”. E’ lo stesso solco che si produce nell’Anm, con Magistratura Indipendente che si oppone all’approvazione di un documento unitario.Area protesta per il silenzio del sindacato delle toghe e in una nota sembra ventilare l’uscita dalla giunta.Poi arriva la dichiarazione di Minisci, che appare equidistante tra le parti in causa.
“Sono ancora in attesa di sapere chi avrei danneggiato” dice intanto Salvini che considera “chiusa” la polemica. E il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede afferma di non avere nessun dubbio sulla correttezza sia del ministro sia del procuratore di Torino.

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