Missione salvare la Pro loco di Caluso. Tra i propositi per l’anno nuovo annunciati tra un brindisi e l’altro allo scoccare della mezzanotte di Capodanno, il sindaco Marco Suriani e i suoi amministratori avranno messo tra le priorità del 2012 il “disperato” tentativo di dare nuova linfa e vita all’associazione turistica locale. S’è concluso a fine 2011, infatti, il mandato del direttivo della Pro loco. Anche se si sapeva da mo’ quale sarebbe stato il destino del gruppo guidato dal presidente Roberto Podio, nessuno si aspettava che la conclusione dell’esperienza fosse così “traumatica” per i calusiesi. Il paese - e l’amministrazione comunale - se ne sono accorti per davvero solo la Notte Santa della Vigilia di Natale, quando, a differenza degli anni passati, all’uscita dalla Messa di Mezzanotte non hanno trovato nè panettone, nè cioccolata calda, nè vin brulè tradizionalmente offerti dai volontari dell’associazione. Lo sconcerto di quanti, infreddoliti, quella sera si sono ritrovati con le mani in mano all’uscita dalla Chiesa, ha lasciato spazio dall’indomani mattina ad un interrogativo che ancora oggi non trova risposta: che è successo al presidente Podio? “Niente di speciale - risponde, per la verità un po’ infastidito, il presidente uscente della Pro loco calusiese -. E’ scaduto il mandato del mio gruppo e fino alla convocazione di una nuova assemblea dei soci, la Pro loco è senza direttivo. E’ naturale, si sapeva fin dall’inizio che trascorsi i quattro anni si sarebbe dovuto eleggere un nuovo direttivo...”. Quella che, a prima vista parrebbe una “non-notizia”, in verità è una questione che tiene con il fiato sospeso i trecento soci della Pro loco e, più in generale, l’intera comunità di Caluso. Già, perché nella terra dell’Erbaluce, la Pro loco rappresenta qualcosa di più di un gruppo di volontari che di tanto in tanto propone polentate, castagnate e fagiolate. Qui, se si dice Pro loco si dice, prima di tutto, “Festa dell’Uva”, l’evento clou del basso canavese che ogni settembre porta, da queste parti, migliaia di visitatori da tutto il Piemonte. “Non c’è nulla di scandaloso nel riconoscere che dopo vent’anni, in cui sono stato prima vicepresidente e poi presidente per due mandati della Pro loco, abbia voglia di farmi un po’ da parte, di dedicarmi ad altro - si lascia andare Podio -. Sono un po’ stanco di sacrificare le mie vacanze per organizzare la Festa dell’Uva: è ora che si faccia avanti qualcun altro. E’ da un anno almeno che ripeto questo mio pensiero, eppure sinora nessuno mi aveva preso sul serio. L’avevo detto anche al sindaco, ma si vede che anche lui non mi credeva. Ora verrà convocata un’assemblea di tutti i soci e si vedrà chi darà la propria disponibilità ad assumere l’onere e l’onore di guidare l’associazione. Per il mio gruppo, di sicuro, l’esperienza finisce qui. Mi auguro che, tra i trecento iscritti, ci siano altri che abbiano voglia di prendersi questa responsabilità: ho qualche dubbio che ci sia chi abbia tempo e voglia di farlo, ma in ogni caso se non si offrirà nessuno, vorrà dire che l’esperienza della Pro loco potrà dirsi conclusa. Mi dispiacerà, ma non si può fare altrimenti”. Dalle parole di Podio trapela un “malessere” che ha origini chiarissime: in tutti questi anni, a suo dire, sono stati sempre i “soliti” pochi a farsi il mazzo in quattro per mandare avanti le attività dell’associazione. “E’ chiaro che a Podio pesa il fatto di non avere trovato persone che l’aiutassero in passato - commenta il sindaco Marco Suriani -. E’ amareggiato e, francamente, va capito. Detto questo, non riesco ad immaginare una Pro loco senza di lui, per cui la mia amministrazione comunale lavorerà per creare le condizioni per fargli continuare quest’esperienza. Oggi come oggi è sempre più pesante fare del volontariato: si sottrae tempo alla propria attività, alla propria vita privata, ai propri interessi. Ed è sempre più difficile trovare persone disposte a ‘sacrificarsi’ per la collettività. Per questo faremo tutto il possibile per convincere Podio a restare dov’è e per trovargli una squadra di volenterosi e motivati calusiesi che possa aiutarlo per tutta la durata del prossimo mandato. Sono convinto che ce la faremo, anche perché la Pro loco di Caluso non è una semplice associazione turistica che organizza feste e momenti aggregativi: si occupa, dall’inizio alla fine, della Festa dell’Uva e questo è un onere che dà anche un valore importante all’associazione”. Poche settimane e si saprà se gli “argomenti” del sindaco saranno così convincenti dà garantire un futuro alla Pro loco. Naturalmente, con Podio.
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