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Chivasso - Preso il pirata di Arnaldo Andreani |
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Scritto da Redazione
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Monday 09 January 2012 |
Travolto e ucciso lungo la Provinciale 82 da un furgone pirata che è poi scappato via. E’ accaduto martedì poco dopo le 14,30 a Romano Canavese. Il pirata è stato identificato il giorno dopo grazie ad un lavoro di squadra tra gli agenti della Polizia Stradale di Chivasso e gli uomini del Commissariato d’Ivrea. Si tratta di Giovanni R., 47 anni, di Asti. Al termine dell’interrogatorio è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso e omicidio colposo. La vittima, invece, si chiamava Arnaldo Andreani, aveva 76 anni, abitava a Chivasso in via Dante Alighieri 10. Fino al 2010 era stato volontario della Croce Rossa chivassese e proprio nella sede della Cri verrà allestita la camera ardente da dove partirà il corteo funebre. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Aveva sempre lavorato alla Nebiolo a Torino. Sposato e padre di due figli, l’altro giorno, si era recato in Canavese per una passaggiata. Aveva parcheggiato la sua Volkswagen Polo nei pressi dell’asilo e al momento della tragedia stava camminando sul ciglio della strada, in un tratto in salita. Si stava dirigendo verso il centro quando, all’altezza di una villa al civico 8, è stato trovolto e sbalzato nel piccolo fossato per la raccolta della acque piovane. E’ morto sul colpo. Una testimone, Monica Ciet, che abita di fronte, ha udito un tonfo e visto fuggire via un furgone bianco. Sul posto per i rilievi sono arrivati gli agenti del Commissariato d’Ivrea. Nel punto dell’investimento nessuna frenata, ma i poliziotti hanno recuperato parti di un fanale. Mercoledì mattina la svolta nelle indagini. Il pirata è stato “tradito” dal telepass del suo furgone, segnalato al casello dell’autostrada a Scarmagno. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il tragitto e una volta risaliti alla targa hanno individuato il colpevole. Nel pomeriggio Giovanni R. è stato fermato a Ivrea al volante di un altro furgone mentre stava effettuando una consegna per conto di una ditta astigiana, che tratta pneumatici, di cui è dipendente. Ad incastrarlo è stato anche il ritrovamento nel piazzale della sua ditta del furgone incidentato: aveva il parabrezza sfondato dall’urto, il gruppo ottico anteriore destro danneggiato e il cofano ammaccato. Una volta fermato, accompagnato in Procura a Ivrea per l’interrogatorio, di fronte al Pm Elena Daloiso, difeso dall’avvvocato Luca Achiluzzi, si è giustificato dicendo di non essersi accorto di aver travolto un pedone. “Ho pensato di aver colpito un cartello stradale...” ha detto al magistrato eporediese.
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