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Crescentino - L'ultimo abbraccio a Davide |
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Scritto da Redazione
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Wednesday 04 January 2012 |
Gli amici del Bar Mazzini di Crescentino, i “fratelli” del “Babi” e i ragazzi del “Coco Pulè” di Castell’Apertole. I compagni di scuola, gli habituè della movida vercellese ed eporediese. I colleghi di lavoro e, soprattutto, tantissima gente che difficilmente dimenticherà quei suoi occhi azzurri, quel suo sorriso così spontaneo e così diverso dall’immagine da “duro” che gli dava quella maglietta con su scritto “security”, indossata nei locali notturni dove lavorava come addetto alla sicurezza. C’era davvero tanta gente, ieri mattina, giovedì 29 dicembre, ai funerali celebrati nella Chiesa parrocchiale dell’Assunta di Crescentino. Erano a decine, centinaia. Ragazzi, ragazze. Giovani mamme e papà con gli occhi gonfi di lacrime. Tutti lì per stringersi, un’ultima volta, a Davide Arboletti, 27 anni, morto la notte di Natale sulla strada provinciale delle Grange. Viaggiava su una Ford Fiesta, insieme all’amico e compagno di scuola Luca Ritmonio, originario di Crescentino ma residente a Quarona. Dovevano raggiungere gli amici al “Babi”, per una colazione veloce alle quattro del mattino dopo una serata trascorsa al Bar Mazzini a Crescentino. Ma la loro corsa s’è fermata contro un muro in cemento armato di una chiusa, poco dopo l’incrocio con la frazione San Genuario. La Ford Fiesta è stata ritrovata all’indomani mattina: a bordo, lievemente ferito ma sotto shock, Ritmonio. In un prato, vicino all’auto, il povero Arboletti, senza vita. Ha lottato fino alla fine, trascinandosi fuori dall’abitacolo, ma quando le forze gli sono venute a mancare, s’è adagiato vicino ad un fosso e lì ha chiuso gli occhi. Da un paio di mesi Davide Arboletti aveva iniziato a lavorare in una ditta di impianti elettrici industriali a Torino come responsabile organizzativo. Di notte, da anni, faceva il “buttafuori” in diversi locali dell’eporediese e del vercellese, tra cui il “Coco Pulè” di Castell’Apertole. Lascia la compagna Lidia Pulcino, 32 anni, e la sua bimba Sara, di 5 anni, con cui viveva in via Volta a Crescentino. Lo piangono il papà Claudio, camionista della ditta “Marazzato” di Borgo Vercelli, la mamma Rosa, la sorella Lisa e il fratello Matteo, tutti di Crescentino.
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