|
Quassolo e Tavagnasco - Due paesi in "guerra" per la centrale |
|
|
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Wednesday 04 January 2012 |
|
E' guerra tra i comuni di Quassolo e Tavagnasco per la centrale idroelettrica che la società Prodena vorrebbe costruire utilizzando le acque del rio Piovano che attraversa i due paesi. L'amministrazione quassolese è favorevole al progetto che porterebbe introiti nelle casse comunali. Contraria Tavagnasco decisa a tutelare innanzitutto gli interessi dei propri abitanti che al Piovano attingono per abbeverare i loro alpeggi nelle zone alte. Il braccio di ferro si sta prolungando da mesi e l'altra settimana la questione è approdata sul tavolo del consiglio comunale di Tavagnasco, attraverso una lettera che il sindaco Giovanni Franchino ha ricevuto nei giorni scorsi e che ha voluto illustrare. In quel documento il sindaco quassolese Elena Parisio, senza troppi giri di parole, accusa i vicini per il mancato ottenimento delle autorizzazioni. La Provincia ha bocciato infatti la richiesta della Prodena in quanto la società non potrebbe disporre di un bacino d'acqua suffiiciente ad alimentare la centrale, secondo i parametri previsti dal Regolamento Provinciale. Questo perchè il cinquanta per centro delle acque spetta in uso a Tavagnasco che non ha dato alcuna disponibilità a rinunciare malgrado la stessa Società avesse minacciato di far chiudere le prese, nel caso avesse ottenuto la concessione a costruire, siccome non risultano regolamentate. Il sindaco Giovanni Franchino e la sua maggioranza sono ora decisi a prendere provvedimenti regolamentando quindi le diciotto prese per un numero di ben cinquantaquattro proprietari e probabilmente intestandole al Consorzio Irriguo. Se le cose rimangono così la centrale non verrà costruita e Quassolo perderà i benefici previsti nella convenzione stipulata nel 2007 con la srl (112.500 euro per la produzione per una durata di trent'anni, a cui si aggiunge il riconoscimento di 50mila euro per un periodo di dieci anni, una tantum di 10mila euro e il potenziamento dell'acquedotto per un valore di 150mila euro). "Ci dispiace per il comune di Quassolo – commenta Franchino – ma non siamo mai stati informati della situazione e la nostra priorità è la tutela del nostro territorio e dei nostri cittadini". Anche Legambiente è contraria al progetto. E la questione dovrebbe finire presto in discussione a Quassolo dove il consigliere di minoranza Massimo Stevanella già denuncia la mancata informazione da parte del primo cittadino.
|