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Giochi antichi e sempre attuali

Giochi antichi e sempre attuali
Ho raccolto leggendo dei libri un breve spaccato dei giochi antichi. Inizio con le bocce, un passatempo che si perde nella notte dei tempi. Sono stati ritrovati alcuni oggetti sferici in pietra con evidenti segni di rotolamento che risalgono al 7000 a.C. Ma poi che dire dell’altalena, gioco da bambini ancora oggi. Si tratta di un divertimento antichissimo, come testimonia una scultura risalente al periodo minoico, 1450-1300 a.C.. Da bambino alzi la mano che una volta non ha usato la fionda, la sua antenata, la frombola, è citata nella Bibbia come l’arma usata da Davide per uccidere Golia. La versione moderna risale al 1839, con la vulcanizzazione della gomma. Arriviamo al classico gioco della bella stagione, da spiaggia o nel parco, le biglie che vengono citate anche dal poeta latino Ovidio nella sua opera intitolata Nux. L’origine di questo gioco però è più antico perché era già noto nell’antico Egitto. Poi passiamo alla palla già nota nell’antica Roma dove si praticava il follis, un gioco nel quale veniva lanciata con le mani una palla di pelle piena d’aria. Il gioco del calcio, invece, ebbe origine in Italia nel tardo XV sec, ma èp diverso da quello che si pratica oggi e che fa letteralmente impazzire delle persone nel seguire le partite. Torniamo ad un gioco dell’infanzia, moscacieca, citato già dallo scrittore romano Macrobio nel V sec. col nome di “mosca di rame”, come era probabilmente denominato nell’antica Grecia. Semore rimanendo nell’antica Roma, durante l’Impero romano i soldati giocavano con un passatempo simile al tris chiamato terni lapilli, ma in realtà le origini di questo gioco risalgono all’antico Egitto. Nell’antica Roma giocavano già a campana chiamato allora claudu, lo zoppo, come testimonia uno schema inciso nel lastricato del Foro Romano, ancora oggi visibile. Nel II sec. d.C. il retore Giulio Polluce racconta di un gioco molto simile all’odierno nascondino praticato all’aperto nella Magna Grecia e chiamato apodidraskínda, il gioco della fuga. E oer finire Aliossi dove si lanciavano in aria cinque noccioli cercando di riprenderli, come racconta Polluce, che però parla di una variante con gli astragali, cioè le ossa del tarso posteriore delle capre.
Favria 16.10.2018 Giorgio Cortese
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Al mondo c’è un’ambizione più elevata dello stare in pied, è quella di chinarmi e cercare di sollevare chi ha bisogno un po’ più in alto.

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