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Di Battista

Conte blinda governo ma è rottura “elettorale” Di Maio-Salvini. E rispunta “Dibba”

Il giorno dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia è per Matteo Salvini e Luigi Di Maio anche un giorno importante in vista delle Europee. Il primo, sin dalle prime luci del mattino, “cavalca” l’arresto del terrorista dei Pac nel segno di un’Italia sicura e legalitaria. Il secondo sceglie una via totalmente diversa e lancia la sua campagna europea con un viaggio in auto con Alessandro Di Battista dalle tinte quasi attoriali e nel segno del taglio agli sprechi e dell’attacco alla Francia sui migranti. In mezzo, Giuseppe Conte predica calma e si tiene stretto il ruolo di un premier mediatore e “tutor” della tenuta del governo.
Nessun rimpasto “è stato valutato, neanche in prospettiva”, spiega Conte. E, nel breve periodo, sembra che la tregua tra M5S e Lega si basi anche sul non toccare le pedine dell’esecutivo da qui alle Europee. Le tentazioni, certo, non mancano, soprattutto in area M5S, anche perché il rischio è che dopo il voto un rimpasto volga tutto a favore della Lega. Ma modificare la squadra di governo, o anche solo allargare la maggioranza a Fdi, in un momento in cui l’alleanza giallo-verde è già alle prese con diverse forze centrifuche, rischierebbe di accelerare una crisi che nessun vicepremier, oggi, vuole.
Certo, Conte si trova a guidare un governo sul filo. Una quadra sembra esser stata trovata sul decretone reddito di cittadinanza-quota 100 ma, sul tema migranti, le distanze restano. Il presidente del Consiglio, pur sottolineando l’eccezionalità dell’intervento sui migranti a largo di Malta non può e non vuole negare che, in futuro, nel segno dell’eccezionalità, una simile decisione possa ripetersi. E toccherà anche a Conte cercare il bandolo della matassa sul più spinoso dei nodi, quello della Tav. Un dossier sul quale potrebbe anche esserci un vertice ad hoc nei prossimi giorni con Di Maio e Salvini che, per ora, parlano due lingue diverse.
Del resto, la campagna per le Europee – e per le Regionali – allontana i leader di Lega e M5s. Di Maio sta ultimando una volata dove Alessandro Di Battista sarà protagonista. Sarà una campagna “per più Europa, ma un’Europa diversa”, spiegano fonti pentastellate dando il senso di una narrazione tutta in chiave anti-sovranista che sembra voler mettere in campo il M5S, tentando così di riportare all’ovile quell’elettorato deluso da alcune scelte considerate troppo filo-leghiste. Il viaggio in auto verso Strasburgo, al centro di una riunione dei big del M5S ieri a Milano, è solo l’incipit. Il leader del Movimento punta ad avere – con la compagine dei suoi alleati europei ancora da ultimare – i numeri necessari per formare un gruppo che, nell’Europarlamento faccia da ago della bilancia.
Un sodalizio con i gilet gialli, nonostante la partenza a rilento, resta un’ipotesi mentre, nel manifesto per le Europee, il M5S punterà tra l’altro sul taglio agli sprechi, a cominciare dall’abolizione della sede di Strasburgo del Parlamento. Di certo Di Maio, nel suo schema di alleanze, dovrà destreggiarsi tra le varie anime del M5S, a cominciare da quella rappresentata da Roberto Fico. E il presidente della Camera, al Fatto Quotidiano, sul sodalizio con i polacchi anti-abortisti di Kirkuz ’15 avverte: “creare una piattaforma con una distanza sul tema dei diritti civili può diventare complesso”.

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