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CIRIÈ-LANZO. Sfrattato l’albero di Natale dei blogger

Chi se le ricorda le polemiche dell’anno scorso sulla quercia di piazza San Giovanni addobbata a Natale?  I consiglieri di minoranza aveva usato tutto il sarcasmo possibile e immaginabile per far capire che quell’albero tutto poteva essere tranne che un bel biglietto da visita per la città dei D’Oria. Alcuni volonteresi ciriacesi, su iniziativa dei blogger de “L’Altra Ciriè”, avevano perfino paventato l’ipotesi di mettersi lì a rifarlo da capo a piedi. Ma le tempistiche strette l’avevano impedito con la promessa – giurin giurello – che il prossimo anno sarebbe stato possibile farlo. Il prossimo anno è questo. Il sindaco Loredana Devietti ha fatto tesoro delle scene da horror ispirate lo scorso annodalla quercia e ha portato un albero in piazza facendolo addobbare come Dio comanda.  Tutto bene quel che finisce bene? Neanche per idea. I blogger Cinzia Somma e Alessandro Baccetti, come anticipato 12 mesi fa, si sono messi per “regalare” un albero alla collettività. Ma qualcosa è andato storto.  Chiedemmo spiegazioni in Comune e ci rendemmo disponibili, per l’anno a venire, di rendere quell’albero di Natale degno di essere vestito a festa, ci dissero di non preoccuparci e che sarebbe stato tutto possibile – racconta Baccetti – . A fine novembre chiedemmo al sindaco se fosse ancora intenzionato a darci il permesso per mettere in pratica questo piccolo progetto. Ci aveva promesso un anno prima che non ci sarebbero stati problemi quindi era solo un proforma. Avrebbe solo dovuto dire si. Nessuna spesa. La ditta avrebbe fornito gli addobbi e l’installazione delle luci. La Ditta è una delle Ditte più precise e serie della zona e ogni lavoro sarebbe stato in regola. I tempi stringono. E adesso iniziano i problemi: ci viene detto “vedremo”. Poi che non si può fare perché (notizia dell’ultima ora) già un’altra ditta lo farà. Allora chiediamo se si può fare su un altro albero (con l’albero di Piazza San Giovanni avrei chiarito io in qualche modo) e ci viene detto di sì, ma a qualche condizione. Prima bisogna andare in Comune a parlare con gli impiegati per la questione del suolo pubblico. Poi bisogna ricordare che c’è la corrente elettrica da pagare (350 euro circa) tutte a carico nostro. Ricordiamo loro che non siamo una associazione e non abbiamo soldi, ma nulla da fare: dobbiamo pagare. Allora ci viene una intuizione: e se chiediamo a un paese che non sia Ciriè?”. 

Ad esempio… Lanzo. 

Il vicesindaco Fabrizio Casassa, dopo aver ascoltato la proposta, ci guarda e asserisce: “Cercatevi l’albero che volete, pensate all’addobbo e a tutto il resto ci pensiamo noi” – prosegue Baccetti -. Rimaniamo stupiti. “Ma il suolo pubblico? La luce? Le domande su carta bollata? Ipermessi?”. “Tranquilli! State facendo una cosa per la Città di Lanzo e, appurato che i lavori saranno fatti in regola, vi è concesso””. 

Ed è così che un albero dei ciriacesi, che certo non è chissà che cosa ma è per sempre qualcosa, abbellirà una città che non è Ciriè. Ma è Lanzo. Una piccola opportunità persa in periodi in cui, le piccole opportunità, vanno colte al volo.

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