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CIRIÈ. Ipca, quando arriva l’accordo di programma?

L’Amministrazione l’aveva annunciato ad ottobre del 2017: “Arriverà un milione di euro per la bonifica dell’ex Ipca”. Ma di quei soldi a Ciriè, finora, non s’è neanche vista l’ombra. Ma forse adesso la situazione cambierà…  Proprio prima di Natale con l’Assessore Pugliesi siamo stati in Regione dove abbiamo fatto il punto anche sulla questione Ipca – anticipa il sindaco, Loredana Devietti -.  L’accordo di programma è in fase di definizione e di ultimazione e la Regione ha avuto contatti qualche settimana fa con il Ministero per i trasferimenti dei fondi Cipe. Confidiamo che in questo 2019 si possa partire con la bonifica”.

Quei soldi saranno utilizzati per l’impermeabilizzazione della bealera per limitare l’alimentazione della falda acquifera inquinata e la sperimentazione di due tecnologie diverse che serviranno per portare a compimento la bonifica. “Insieme al Politecnico abbiamo studiato due possibili tecnologie di intervento – avevano spiegato i tecnici degli uffici comunali -. Una riguarda un impianto di ventilazione, cioè l’iniettare aria nella falda per portare in superficie le sostanze inquinanti e aspirarle. L’altra, più innovativa, riguarda invece l’utilizzo di additivi chimici che modificano direttamente le proprietà degli agenti inquinanti e li neutralizzano”. Insomma si tirerà fuori l’acqua, si aggiungeranno gli agenti chimici e si rimetterà in circolo per permettere la “purificazione” della falda. Dopo la prima fase di test, su un’area limitata, i tecnici e l’amministrazione sceglieranno quale tecnologia utilizzare per completare la bonifica su tutto il sito.  L’impermeabilizzazione del canale sarà il primo passo, mentre le due tecnologie di bonifica saranno attivate per due anni. I dati saranno analizzati durante il percorso e nei 6 mesi successivi dalla fine della sperimentazione. Per completare la bonifica bisognerà muoversi su tutte le altre aree del sito. E i costi? Dipende dalla sperimentazione che si rivelerà più utile. Con l’impianto di ventilazione la somma totale sarebbe di circa 2,5 milioni di euro, con l’utilizzo degli additivi invece si arriverebbe a 8 milioni.

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