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CHIVASSO. Per prevenire altri allagamenti, serve un nuovo canale di 80 metri alla Chind

La pioggia alle Case Fanfani

L’ospedale di Chivasso non s’è allagato per colpa della roggia San Marco e nè, tantomeno, per la derivazione del Mulino del Borghetto. Le cause noi non le conosciamo, ma di sicuro non è responsabilità della più importante roggia della città…”.

Parole e musica di Riccardo Barbero ed Emanuele Martellozzo, rispettivamente, presidente e segretario del  Consorzio irriguo roggia San Marco e roggia Campagna.

I recenti allagamenti della nuova ala dell’ospedale, avvenuti nel mese di luglio, non potevano non scatenare un dibattito che proseguirà per tutta l’estate. Con la speranza che, al prossimo acquazzone, il pronto soccorso non vada di nuovo “sotto” com’è capitato ad inizio luglio e qualche settimana fa.

Che cosa può avere causato i due allagamenti? Una risposta dall’Asl e dal Comune è già arrivata, con le “canalette” per la raccolta dell’acqua non sufficienti a scaricare la portata di simili piogge e via di questo passo. Ma la causa individuata da Palazzo Santa Chiara e dai vertici dell’azienza sanitaria potrebbe non essere la sola.

“Radio portici” ha infatti fatto osservare che sotto o accanto al nuovo ospedale passano intubate delle rogge: l’acqua è uscita dalle tubature? Quell’intubamento è fatto bene?

Sono due i corsi d’acque nell’area. Il canale Molino del Borghetto, una derivazione della roggia Campagna che scende appunto dal Borghetto, arriva in via Bertola e piegando a Est si infila sotto il cavalcavia in direzione dell’ospedale. E la roggia San Marco, il suo braccio principale, che entra sotterraneamente nell’area delle camere mortuarie e poi piega a Sud e va a sottopassare Corso Galileo Ferraris all’angolo con Piazza Carlo Noè. 

E’ la prima che potrebbe costituire un problema. Prima passava proprio sotto il terreno (il vecchio parcheggio in sterrato) sul quale è stato edificato il nuovo ospedale col pronto soccorso. Passava dritta in direzione Ovest – Est. Superato il vecchio ospedale piegava a Sud verso Corso Galileo Ferraris per sottopassarlo all’incrocio con via Mezzano.  

Prima di cominciare i lavori, questa roggia (chiamiamola canale Molino del Borghetto) è stata spostata per farla girare intorno al nuovo ospedale. Ora gira intorno – si allarga verso la ferrovie e poi torna indietro –  facendo tre angoli più o meno a gomito. Prima faceva un angolo solo, adesso tre: rallentano il deflusso? Inoltre, il nuovo tracciato è naturalmente più lungo di quello di prima, ma la pendenza è rimasta la stessa, o è addirittura diminuita, da 7 per mille a 5 per mille, come si legge in uno dei tanti documenti della progettazione. Infine, il nuovo canale sotterraneo è stato costruito di dimensioni analoghe a quello preesistente, e possiamo chiederci se non sarebbe stato più saggio farlo più ampio, perché la prudenza non è mai troppa.

“Lo escludiamo – commentano Barbero e Martellozzo -. L’acqua non è fuoriuscita dai canali esistenti, anche se il Consorzio irriguo non ha competenza sullo stato delle rogge quando queste attraversano la città. Ci fermiamo a controllare le campagne, poi la competenza della manutenzione passa al Comune”.

Già, ma allora come se la passa la roggia Campagna? “Basta vederla – allarga le braccia Barbero, un passato da assessore nella Giunta di Bruno Matola (centrodestra, ndr) -. Credo che siano un po’ di anni che non esce la barca per pulire il fondale, a giudicare dalle condizioni in cui è oggi. Forse si dovrebbe fare qualcosa”.

Ma come si possono prevenire eventuali, possibili, allagamenti di Chivasso?

Una strada Barbero e Martellozzo la indicano. “Sono anni che noi del Consorzio – spiegano – chiediamo al Comune la realizzazione di un tratto di 80 metri di canale che colleghi la roggia Campagna al Canale di Gronda, nell’area Chind. Questo tratto potrebbe essere usato per derivare l’acqua che scende da nord verso Chivasso nelle situazioni di criticità. Così si ridurrebbe la portata d’acqua che arriva in centro. Il progetto era previsto con Wastend, ora è stato inserito nei lavori per le fognature dei Pogliani. Speriamo si faccia una volta per tutte”.

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