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CHIAVERANO. Lutto per Paolo Macrì, giovane cuoco

Morire all’improvviso senza un apparente motivo è un brutto scherzo del destino. Ma se succede a 30 anni è una tragedia inspiegabile, di quelle che mai vorresti sentire parlare.

Eppure Paolo Macrì, 29 anni, cuoco del ristorante Ocio di Ivrea e prima del Panigaccio,  se n’è andato così. Si è addormentato nel suo letto la sera di Pasqua, domenica 1 aprile, e non si è più risvegliato. Ad accorgersi dell’accaduto, la fidanzata, Cinzia Bigio, che dormiva accanto a lui. Durante la notte, la donna ha sentito Paolo respirare con fatica, pensava che si trattasse di un brutto sogno e ha provato a svegliarlo. Quando si è accorta che aveva il fidanzato aveva perso conoscenza ha chiamato il 118 e alcuni parenti.

Tutto è  successo nel giro di poche ore. I medici dell’ambulanza, poi l’elisoccorso hanno cercato di rianimare Paolo Macrì, ma per lui non c’è stato nulla da fare, all’alba di lunedì era già morto.

Secondo le analisi del medico legale a stroncarlo sarebbe stata un’emorragia cerebrale, ma bisognerà aspettare i risultati dell’autopsia, eseguita venerdì, per averne la conferma. In attesa dei funerali, il suo corpo è stato composto nel centro di medicina legale di Strambino

La cucina era la sua passione. Dopo il diploma all’istituto professionale regionale alberghiero di Chatillon, aveva cominciato a lavorare al Panigaccio, a Chiaverano. Poi era diventato chef per il ristorante Ocio: la sua specialità erano i dolci.

Ma Paolo Macrì amava anche trascorrere le sue giornate all’aria aperta e per questo aveva iniziato a praticarecross – country, una disciplina sportiva che consiste nell’andare in montagna in mountain bike, per la squadra Fulvia Pagliughi di Ivrea, con cui gareggiava da ormai 3 anni. Solo qualche settimana fa si era piazzato quinto in una gara a Burolo.

Una brutta tragedia – commenta il sindaco Maurizio Fiorentini -. Conoscevo Paolo, era un bravo ragazzo”.

Paolo Macrì lascia la fidanzata Cinzia, la sorella Sabrina con Davide,  e la mamma Katia. Il papà, Giuseppe, invece, è mancato un anno fa a 60 anni, in un incidente sul lavoro a Graviere, in Valle di Susa, per l’azienda Mattioda.

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Blogger: Antonia Gorgoglione

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