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CASELLE. Gli autovelox per mettere un freno agli incidenti

La conferenza stampa con cui s’informava la popolazione dell’entrata in funzione dei due nuovi autovelox

Da quando Palazzo Civico ha reso noti i dati in merito al primo mese di attivazione dei due velox a Caselle, in tanti sui social hanno iniziato ad imprecare in modo così violento che probabilmente è venuto il panico – o sono addirittura svenuti – anche ai preti di tutta la zona, dalle Valli di Lanzo a Torino.

E’ vero, i numeri sono davvero incredibili. Ma è altrettanto vero come la notizia della loro entrata in funzione sia stata data per tempo e che fossero visibili già dal mese precedente, quando sono stati installati e testati.

Nel corso della conferenza stampa, sia Baracco sia Teppa avevano ben spiegato come già nel “mese prova” ci fossero stati casi limite. Come il camion che andava ai 180 km/h fino al furgone che correva ai 120.

In tanti hanno subito accusato Baracco di “voler fare cassa”, chiedendo lumi su “come verranno spesi questi soldi?”. Sempre in quella stessa conferenza stampa, il primo cittadino aveva ben spiegato  come l’installazione del velox fosse figlia di oltre 50 incidenti stradali, alcuni dei quali gravissimi e addirittura mortali. Così come in precedenza si fosse anche provato con l’installazione dei rilevatori di velocità e poi del rifacimento della strada, con uno stanziamento di 250mila euro, qualche tempo dopo la morte del piccolo Matteo Stornelli.

Infine l’acquisto dei due velox, che sono già ampiamente ripagati.

Il “come verranno spesi” è anche questa una leggenda metropolitana da dover sfatare. Perché quei soldi finiscono in modo inequivocabile a sovvenzionare interventi di sostituzione,  ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica stradale. O al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni stradali, come l’acquisto di mezzi e attrezzature. Ma anche per la manutenzione delle strade, l’abbattimento delle barriere architettoniche, realizzazione di piste ciclabili o il loro ammodernamento.

Insomma, tutti fini molto nobili. Che in tempi di “vacche magre” per i Comuni sono delle vere e proprie “manne dal cielo”. E c’è da dire una cosa: sono tutti soldi che i Comuni potrebbero non incassare mai. Basterebbe rispettare il Codice della Strada.

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