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CASELLE. Furlan della Cisl in visita allo stabilimento della Leonardo

Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha fatto visita allo stabilimento della “Leonardo” – ex Alenia – per partecipare alle assemblee dei 1650 lavoratori della Divisione Veivoli di Caselle Nord e Sud per spiegare ai lavoratori la piattaforma unitaria sulla Legge di Bilancio 2019 e le proposte che le tre sigle sindacali vorrebbero portare all’attenzione del Governo.

Ad accoglierla, oltre ai vertici sindacali di zona, i 1650 lavoratori, tra i 750 operai e i 900 impiegati dell’azienda dove avviene la progettazione e la produzione di veivoli militari, come l’Eurofighter, in collaborazione con Germania, Inghilterra e Spagna.

E’ stata anche l’occasione per la Furlan di rimarcare alcuni concetti fondamentali. A partire dal Tav: “Il Governo deve sbloccare le opere pubbliche, grandi o piccole che siano. Materiali o immateriali. In primis la Tav”, per poi attaccare il premier Conte: “E’ la prima volta che un premier non convoca le tre sigle sindacali per presentare la Legge di Bilancio e per dare vita ad un tavolo di concertazione per darci l’opportunità di presentare le nostre proposte e trovare una mediazione. Perché vogliamo un Governo che metta al centro il lavoro, lo sviluppo e la crescita in generale. Ma di questi 22 miliardi di euro ci sono pochi investimenti per la crescita. E la crescita passa dalle infrastrutture, ma anche dalla formazione,  dalla ricerca e dal binomio sanità-sociale. Senza però effettuare tagli. Ora tocca a Conte chiamarci per un confronto. Noi siamo qui, pronti”. 

La Furlan, poi, si è soffermata sul tema a doppio filo lavoro-povertà e, in maniera sibillina, ha anche parlato del reddito di cittadinanza: “Il lavoro è un tema fondamentale per il futuro. Bisogna creare opportunità lavorative per tutti. Ma anche creando un lavoro di qualità. Per farlo, però, c’è bisogno di riforme altrettanto importanti, in primis quella della pubblica amministrazione, innovandola e digitalizzandola. Se vogliamo davvero togliere la povertà in Italia, serve una sola cosa e non tanti artifizi. E quella cosa si chiama posti di lavoro”.

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