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ALBIANO. “Tra visibile e invisibile”: ecco la mostra che parla di migranti

È stata inaugurata giovedì 13 dicembre la nuova mostra ‘Frontiere. Tra visibile e invisibile’ che resterà in allestimento in Sala Negri (corso Vittorio Emanuele, 54) fino al 21 dicembre.  L’esposizione è stata curata da Acmos, in collaborazione con l’associazione Tutto sotto il cielo, la cooperativa Mary Poppins, il Consorzio Servizi Sociali in Rete e l’Associazione Fraternità, con il patrocinio del Comune di Albiano e il contributo della Fondazione di Comunità del Canavese.  La mostra, visibile il mercoledì e il venerdì dalle 16.30 alle 18.30,  consta di diversi scatti risalenti al gennaio 2017 che ritraggono la città di Ivrea realizzati da alcuni migranti residenti in Canavese.  L’obiettivo”, spiega Andrea Gaudino del gruppo Acmos, “è stato immortalare alcuni luoghi che per loro hanno un significato invisibile ai nostri occhi. Da qui il titolo della mostra”. “Da anni portiamo avanti il progetto GEC – Gruppo Educazione alla Cittadinanza – e, in collaborazione con la Cooperativa Mary Poppins, cerchiamo di realizzare iniziative per i migranti nelle quali non siamo noi a insegnare qualcosa a loro, ma dove ci si conosce reciprocamente”.

Per la creazione della mostra abbiamo lavorato con dieci ragazzi di età compresa dai venti ai trent’anni provenienti da Senegal, Gana, Burkina Faso e Togo. Presentiamo l’esposizione ad Albiano perché, in collaborazione con l’associazione Tutto sotto il cielo, abbiamo intrapreso un percorso, tra ottobre e novembre, con la Scuola dell’Infanzia del paese”.

A tal proposito, sono intervenute nella serata anche le maestre Francesca e Tamara che hanno coordinato i bambini nell’iniziativa volta ad abbattere i muri dei pregiudizi attraverso letture, balli e attività ludiche, nonché il Sindaco Rosanna Tezzon che si è detta onorata di ospitare l’esposizione.

Toccanti, infine, le testimonianze di alcuni migranti che hanno preso parte alla realizzazione degli scatti: tra queste, ne riportiamo due. La prima è quella di Manga, originario del Senegal, in Italia da due anni e sei mesi, che ha affermato: “Ringrazio molto la Cooperativa Mary Poppins che mi ha accolto e insegnato la lingua. Con le foto scattate vogliamo far vedere quello che stiamo vivendo e ciò che abbiamo passato: ora non ci pensiamo più molto, siamo tranquilli e per questo ringraziamo gli italiani. Gli occidentali si distinguono per l’indipendenza, la cosa più importante per l’essere umano e la cooperativa ci sta dando questo”.

La seconda è quella di Cissè, proveniente dalla Guinea: “Gli italiani ci hanno salvato la vita e solo un genitore fa questo; li ringrazio tutti, ho imparato tanto qui. Non veniamo in Italia per rubare come molti pensano…”.

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